GHOST

teatro teatro

Regia Federico Bellone

29 gennaio 2022 ore 21:00
Sala Teatrale Sala Teatrale
Descrizione

Un’appassionante storia d’amore capace di far sognare ancora oggi tutti noi. Romanticismo, thriller e commedia per un Musical senza tempo che ci commuove sulle note della bellissima colonna sonora dove non poteva mancare l’indimenticabile brano “Unchained Melody” dei The Righteous Brothers. Trasposizione fedele del cultmovie della Paramount, tra i maggiori successi del cinema di tutti i tempi e vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura, è riscritto per il palcoscenico dallo stesso sceneggiatore, Bruce Joel Rubin. Molly, Sam e la travolgente sensitiva Oda Mae Brown lasceranno il pubblico senza fiato.

Note di regia

Penso che quasi tutti nel mondo del teatro abbiano desiderato almeno una volta di portare in scena il film “Ghost”…La ragione è l’incredibile inventiva della storia (infatti vincitrice di un Oscar), e la sua natura spontaneamente un po’ teatrale... in effetti, se ci si riflette, avere in palcoscenico un primo attore che non possa essere visto dagli altri ritengo comporti “un certo non so che” di Pirandelliano, per cui di sicuro non si possa trascurarne un grande effetto appunto teatrale. Inoltre, nonostante si tratti di un musical con una grande spettacolarità, anche dati gli innumerevoli effetti speciali che sono necessari, e che nel nostro allestimento la collaborazione con Paolo Carta, già responsabile delle illusioni del musical “Mary Poppins”, promette faville, lo spettacolo in fondo racconta un momento di vita di quattro personaggi, immortalati per il cinema da Patrick Swayze, Demi Moore, Whoopi Goldberg (altro Oscar per questo film!), e Tony Goldwin, ovviamente coadiuvati da altri attori e un ensemble. Il punto quindi, ancora una volta, è che il soggetto sia estremamente adatto al palcoscenico, e una storia così intima e violenta sia certamente capace di trasmettere una grande emozione allo spettatore... La chiave di lettura infatti è suggerita, come spesso accade, dal problema che accomuna i personaggi principali: “non si può tornare indietro”…le nostre scelte, azioni della vita, creano delle conseguenze spesso irreversibili. E da qui scaturisce il tutto: una score decisa, pop-rock, a tratti ballabile, frutto di un ex Eurythmics e un premiato autore dell’album di punta per Alanis Morissette (ma senza dimenticare l’iconica “Unchained Melody”), questa volta con un arrangiamento ancora più terreno, per celebrare gli anni ’90 che, oltre ad essere il background originale del film, rappresentano molto per gli spettatori di oggi; le coreografie, sempre fini al racconto, con gesti, movimenti, azioni e passi, che descrivono in modo eclettico l’ambiente e la realtà della storia stessa; la scena è di design, vera, con un meccanismo d’invenzione, ma allo stesso tempo funzionale all’intimità della chiave drammaturgica; i costumi riecheggiano il film, ma con un punto di vista quotidiano perché la nostra mente filtra inevitabilmente un ricordo; le luci dipingono la nostalgia di una New York di vent’anni fa ma che sembra così lontana, forse con un pizzico di acidità; il suono infine si divide tra servire la prosa più vera possibile e un mondo “rock” che forse non c’è più se non nelle nostre memorie. L’obiettivo...? Far sì che con questo romantico thriller lo spettatore possa stringere la mano della persona che è venuta con lui o lei a teatro, o correre da colui o colei a cui tiene nel profondo, per non perdere l’occasione di dire ancora una volta, o per la prima volta, “ti amo”, e per davvero... perché i treni della vita spesso passano una sola volta, e altrettanto spesso non si può tornare indietro.

Dettagli

musiche di Dave Stewart e Glen Ballard

produzione Show Bees